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I nuovi progetti agronomici

Nuovi progetti agronomici

La missione di Conserve Italia è quella di valorizzare i prodotti conferiti dai soci e di offrire loro nuove opportunità di coltivazione in termini di nuove varietà di frutta ed ortaggi, di maggiori superfici e quantità di materie prime, assicurando nel contempo la necessaria continuità di lavorazione dei prodotti ortofrutticoli negli anni.
La continuità delle quantità lavorate è strettamente connessa allo sviluppo commerciale sui mercati interni ed esteri con i prodotti a marca o mediante la fornitura delle private label delle catene della moderna distribuzione.
Conserve Italia ha da sempre puntato sulla politica di valorizzazione dei prodotti con le proprie marche e anche nelle acquisizioni si è indirizzata verso aziende che avessero dei marchi di valore sul mercato delle conserve.
La politica di marca richiede una filiera produttiva efficiente, sicura, affidabile e di qualità.
Nel corso degli ultimi esercizi Conserve Italia ha attivato o messo a punto una serie di attività e di progetti finalizzati alla miglior valorizzazione dei prodotti dei soci, che hanno consentito, o che consentiranno nel breve-medio termine, di migliorare la redditività delle coltivazioni, di allargare e sviluppare le superfici coltivate, di differenziare la gamma delle materie prime prodotte.


Il progetto  “Legumi  secchi”

Negli ultimi 30 anni la coltivazione di leguminose da granella in Italia è in andata progressivamente calando per la scarsa produttività.
Conserve Italia, consapevole delle difficoltà agronomiche di queste colture (cece, lenticchia, fagioli) ha deciso già dal 2008 di iniziare un percorso produttivo, introducendo prima in Toscana e successivamente in Puglia la coltivazione industriale del cece.
Le leguminose utilizzate da secco hanno sofferto un forte calo in termini di coltivazione, non solo per scarsa produttività, ma anche per una genetica nel settore sementiero che non ha risolto i problemi tecnici riguardanti la resistenza a malattie di natura funginea.
Oltre all’aspetto genetico, c’è stato anche un problema di natura economica che ha indotto molti imprenditori a ridurre o abbandonare la coltivazione per i prezzi di mercato non congrui con i costi sostenuti per la coltivazione.
Oggi Conserve Italia ha creato una vera e propria Filiera Italiana del cece.
La scelta dell’azienda di iniziare la coltivazione di legumi secchi con il cece è legata alla possibilità di utilizzare le stesse macchine operatrici adoperate per il frumento, già coltivato da alcuni soci.
L’azienda controlla in Italia ben 1.300 ettari sparsi tra Toscana, Marche, Puglia e Sicilia, di cui si conosce la storia dalla semina fino alla raccolta. Il produttore, oltre al vantaggio economico caratterizzato da un prezzo e da un ritiro garantito, ha anche un vantaggio agronomico.
Infatti, essendo una leguminosa, il cece rilascia nel terreno azoto, migliorando, così la fertilità del suolo. Dal 2008 ad oggi sono state apportate modifiche agronomiche riguardanti l’epoca e la densità di semina, oltre alla gestione della difesa fitosanitaria. Tutto questo ha permesso di arrivare ad oggi ad una resa di ben 18 q.li/ha, contro i 10-15 q.li/ha iniziali.
Il progetto filiera di Conserve Italia, partito nel 2008 con il cece, presenta oggi obiettivi ambiziosi: si sta infatti lavorando per poter introdurre presso le aziende socie altre colture come le lenticchie, i borlotti e i cannellini, da secco, per soddisfare i fabbisogni produttivi dei marchi aziendali e per garantire al consumatore finale un prodotto sicuro ma soprattutto italiano. Visti i numeri sempre in crescita, nel 2013 Conserve Italia ha investito rilevanti risorse per la realizzazione, presso lo stabilimento di Ravarino, di un impianto di selezione per prodotti secchi, diventando così una delle poche aziende italiane a gestire la filiera del cece, dalla semina alla trasformazione del prodotto.


Il progetto “pesche gialle da crema”

Conserve Italia ha promosso il progetto “pesche gialle da crema” per far fronte all’evoluzione varietale della specie sempre più orientata verso la scelta di frutti appetibili per il mercato del fresco che hanno come caratteristica il colore rosso ma meno idonei alla trasformazione in succhi. Il progetto è stato articolato in due fasi di impianto: i primi 112 ettari sono stati realizzati negli anni 2002 e 2003 e a completamento nel 2008-2009, a regime produttivo nel triennio in esame, sono stati messi a dimora altri 76 ettari, per un totale di 189 ettari e una produzione potenziale di circa 6-8.000 tonnellate di frutta. Per garantire il mantenimento dei volumi programmati di pesche si sta procedendo al reimpianto delle superfici in sostituzione degli impianti obsoleti in fase di espianto.


Progetto per il rilancio delle pesche percoche da sciroppo

Il progetto per rilanciare la coltivazione di pesche destinate alla trasformazione industriale in scatola è stato realizzato grazie ad accordi pluriannuali stipulati con le cooperative socie e i produttori associati.
La coltivazione di varietà selezionate idonee alla trasformazione permette un abbattimento dei costi colturali e l’ottenimento di prodotti finiti di alta qualità. La scelta delle varietà è stata possibile grazie alla sperimentazione portata avanti dai tecnici di Conserve Italia: sono state scelte cinque varietà (tre di origine francese e due di costituzione italiana) che vengono messe a dimora in impianti di superficie minima di 2 ettari, per un totale di circa 190 ettari. I nuovi frutteti impiantati tra il 2012 ed il 2016 svilupperanno una produzione di 8-9.000 tonnellate di pesche da destinare interamente allo stabilimento di Pomposa (FE).


Progetto per nuovi impianti di pere williams

Dopo l’analisi della situazione catastale della base sociale è stato evidenziato un progressivo e repentino invecchiamento delle superfici dedicate alla varietà di pera Williams.
Tale situazione avrebbe determinato nei prossimi anni un progressivo calo delle quantità di questa varietà, rendendo insufficiente la disponibilità della quota da destinare all’industria dello sciroppo.
Conserve Italia ha promosso un progetto che, attraverso la stipula di accordi di coltivazione pluriannuali con le cooperative socie e i produttori associati, permetterà, nell’arco di tre anni (2015-2017), il raggiungimento
di una superficie di circa 110 ettari di pera Williams da dedicare interamente alla trasformazione in frutta in scatola.


 

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